Più continuiamo a conoscere, più continuiamo a sentire queste storie come le nostre storie, più riusciremo a costruire un' Italia diversa. R. Saviano

Agli albori dell'estrazione industriale di "marmi" nella Capitanata

Il 14 dicembre 1867 a Firenze, con atto stipulato dal notaio Giuseppe Salucci della Vipera, un “comitato promotore”, composto dal cav. Sebastiano Fenzi, dall’ing. Ulisse Guarducci, dall’avv. Giovanni Piceni, dall’ing. Carlo Giaconi, dall’ing. Gio. Carlo Landi e dal cav. Giuseppe Bava, pone le basi giuridico-amministrative per la formazione di una “Società per l’acquisto, estrazione, lavorazione e vendita di marmi e alabastri esistenti nei monti della Capitanata e che sarà denominata Società Anonima Gargano”.
Scopi, strutture e mezzi di tale società sono ampiamente descritti in un opuscolo a stampa a cura dello stesso comitato promotore, il quale si era costituito proprio per lo stupore suscitato dalla notizia che “una collezione di marmi, alabastri e stalattiti provenienti del Gargano” era stata spedita “dalla R. Società Economica e Camera di Commercio alla Esposizione universale di Parigi”. Per di più questi campioni “fornirono materia a profondi e accurati studi geologici, ancora inediti del chiarissimo Professore Leopoldo Pilla”.
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