Più continuiamo a conoscere, più continuiamo a sentire queste storie come le nostre storie, più riusciremo a costruire un' Italia diversa. R. Saviano

Il lupo sul Gargano, quali strategie adottare per una convivenza?

Ancora una volta (dopo l'ennesima) il ritorno del lupo sul Gargano fa invocare i santi ai pastori, e non solo....ancora una volta tra Carpino e Monte Sant'Angelo, ed il perchè potrebbe trovarsi nei numerosi allevamenti che qui sono stabiliti. Questa volta la "vittima" è un vitello, il terzo sbranato in pochi mesi, e ci troviamo a Piano Canale (per chi conosce la zona, in prossimità dell'incrocio che collega Carpino alla strada che da Vieste porta a Monte Sant'Angelo). Cosa fare allora? Quali strategie adottare per permettere al pastore di allevare ed al lupo di vivere?!? Esistono leggi nazionali che prevedono il risarcimento danni ai proprietari dei capi, ma spesso il danno viene sottostimato, con conseguente perdita monetaria del pastore, il quale, spazientito e sfiduciato, cerca di farsi giustizia da solo portando sempre il fucile in spalla.

In pratica, l’allevatore che subisce la perdita di una pecora  del valore di  € 250 per colpa del lupo, si trova nella prospettiva di poter ricevere dopo alcuni mesi  un indennizzo di  € 224 o  € 242, se iscritta al libro genealogico, dovendo sostenere una spesa minima di € 120 per lo smaltimento dei resti, con una perdita netta di almeno € 138. Si spiega perché ufficialmente si riducono i casi di predazione a carico del bestiame domestico, perché aumentano le denuncie di smarrimento di animali (per poter scaricare i soggetti persi dai registri anagrafici), perché il lupo continua ad essere considerato negli ambienti rurali una calamità da eliminare con ogni mezzo. 

Capiamo dunque che l'attuale legge non basta, ed anche se bastasse non si può permettere la decimazione dei capi di bestiame (tanto saranno risarciti...ma poi chi paga veramente? I cittadini...); cosa fare allora? Penso personalmente che bisognerebbe:
  • Rinforzare i sistemi di recinzione
  • Evitare, come succede oggi, di lasciare liberamente le greggi e le mandrie senza un controllo (a questo punto te la cerchi), ed anche, a volte, per più giorni (può succedere con i bovini)
Per il resto, ci tengo a ricordare che il lupo è comunque un predatore, cercherà sempre di uccidere per mangiare, per la sua sopravvivenza; gestire la biodiversità e gli ecosistemi non è cosa facile e penso che la natura non si possa regolare equamente con delle leggi create dall'uomo, ma che si governi autonomamente con le leggi della natura (non per questo però l'uomo deve prevalicare per distruggere tutte le specie "fastidiose", a questo punto diventerebbe sterminio). Intanto però assumiamoci le nostre responsabilità, più controllo sui capi di bestiame.

Per chi ne volesse sapere di più

Ps
l'articolo che ho scritto su può esser oggetto di mille spunti, riflessioni e commenti; mi farebbe piacere poter leggere delle critiche nei commenti.
Prendete e condividetene tutti, questo è il nostro blog offerto in sacrificio per voi!

6 commenti:

  1. Bell'articolo e giuste osservazioni! Ci vorrebbe una buona campagna di formazione e informazione ai pastori, per insegnar loro come gestire queste situazioni, ed in effetti se l'indennizzo non vale la spesa, bisognerebbe rivedere anche quello, magari l'ente parco potrebbe chiedere dei finanziamenti maggior da parte anche dell'unione europea, o no?

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  2. Si Mauro ha ragione!

    Il Parco dovrebbe

    coinvolgere studiosi qualificati, e in Italia ne abbiamo, che abbiano già lavorato in questi ambiti per permettere di adottare tutte le azioni necessarie al fine di una convivenza meno traumatica possibile tra l'uomo e questo magnifico superpredatore.

    Evitare che un'evento, che io ritengo importante e che personalmente mi emoziona, diventi un fatto vissuto traumaticamente dalla popolazione lecale.

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  3. grazie delle vostre osservazioni..condivido tutto

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  4. "gestire la biodiversità e gli ecosistemi non è cosa facile e penso che la natura non si possa regolare equamente con delle leggi create dall'uomo"...volevo complimentarmi per l'articolo!la frase che ho incollato sù,penso dica già tutto. Purtroppo, è un messaggio difficile da far arrivare, qui nella nostra realtà. Siamo radicati in una mentalità antica, dove non esistono alternative: il lupo fa danno, deve essere eliminato! Personalmente non ci sto!Ho un allevamento in quelle zone e ho preferito rinforzare i sistemi di recinzione. Devo però dirti che nel secondo punto, dove citavi cosa fare per evitare la decimazione di capi c'è qualcosa che non va. Le mandrie di bovini in quella zona sono allevate allo stato semi-brado, se non proprio a quello brado, quindi restano lontane dall'azienda per uno,due giorni, anche settimane a volte; non hanno la possibilità di rientrare in ricoveri! Per questo poi si sente dire che vengono a mancare vitelli. Servirebbe a questo punto, una buona legge per il risarcimento!

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  5. leggo ancora adesso il tuo commento...sui bovini allo stato brado non so cosa dirti..se proprio devono stare liberi per la produttività e la qualità del latte e delle carni allora che si accettassero le perdite ma con i dovuti risarcimenti poi...ma se poi le perdite diventano troppe!?stiamo certi che la presenza del lupo aumenterà in presenza di facili prede

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  6. leggo qui:

    http://www.canislupus.it/ShowArticle.aspx?ID=109

    a quanto pare i cani sono il miglior sistema

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