Più continuiamo a conoscere, più continuiamo a sentire queste storie come le nostre storie, più riusciremo a costruire un' Italia diversa. R. Saviano

Le Feste del Fuoco a San Nicandro Garganico

Le fiamme del falò sono alte verso il cielo pieno di stelle e ondeggiano, senza mai fermarsi, per scaldare una gelida serata d’inverno, muovendo in me tanti pensieri. È il 20 gennaio, giorno dedicato a San Sebastiano, quando a San Nicandro Garganico si fanno ardere grossi fuochi per commemorare il santo. Tra danze intorno al fuoco, canti paesani, gustose ghiottonerie, preparate apposta per tale evento, e briosi stornelli provocatori per prendere in giro bonariamente i partecipanti degli altri falò, con immaginazione mista a curiosità, cerco le antiche tracce per comprendere il senso di questi rituali e percepisco il sacro e il profano che cominciano ad intessere quel variopinto intreccio di venerazione popolare, in un misto tra pagano e cristiano. Tutto questo mi stimola e mi affascina. Sento ora il bisogno di condurre una indagine antropologica approfondita sull’argomento ma, per entrare nei dettagli, è indispensabile iniziare dalle domande giuste: perché si accendono questi falò? Perché in determinati giorni, piuttosto che in altri? E come mai nei paesi vicini sembra non esserci traccia di cerimonie simili, almeno nel cuore della stagione invernale? Procedo con ordine e cautela.

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