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Mont Saint Michel (Francia), Trovato in Normandia affresco di San Lorenzo Majorano

Che tra Monte Gargano e il Mont Saint Michel in Normandia ci fosse un nesso diretto, avendo in comune il culto dell'Arcangelo Michele, è cosa nota. meno risaputo, quanto meno dai più, è invece la condivisione della devozione a San Lo...renzo Majorano, vescovo di Siponto del IV secolo che consacrando la grotta ove San Michele apparve, avviò il culto del Principe guerriero sul Gargano spazzando via ogni rimasuglio di riti per le divinità pagane. Di tanto importante fatto storico e preziosa testimonianza un grande affresco custodito nella cappella di S.Ubert che descrive l'Apparitio Santi Michaelis in Monte Gargano. L'interessante scoperta è opera di Alberto Cavallini studioso della storia sacra del Gargano e direttore di "Voci e Volti", periodico dell'arcidiocesi di Manfredonia, Vieste e San Giovanni Rotondo.
"Trovarmi di fronte a quella rappresentazione così dettagliata dell'apparizione di San Michele al vescovo San Lorenzo e della processione alla grotta garganica è stata una grande ed emozionante sorpresa. Una preziosità storica e pittorica straordinaria che afferma ancor più i forti legami tra il Monte Tumba nomanno (attuale Mont Saint Michel) e il Monte Gargano già documentato da tantissime testimonianze". L'affresco è datato XII secolo ed è stato rinvenuto di recente a seguito di restauri eseguiti nella chiesa primitiva di Mont Sainte Michel (Normandia, Francia). In sequenza progressiva descrive le fasi di un evento che la storia non solo religiosa accredita senza riserve: il momento in cui l'Arcangelo Michele appare al vescovo Lorenzo, la processione verso il Monte Gargano del clero e del popolo guidata dal pastore sipontino con gli abiti pontificali, l'arrivo alla Grotta sacra dominata dall'immagine bronzea dell'Arcangelo secondo l'iconografia accreditata. Lorenzo Majorano salì sulla cattedra i San Pietro a soli 30 anni e vi è rimasto per ben 59 anni, fino alla morte avvenuta a 87 anni il 7 febbraio 545. Il suo apostolato è stato tra i più longevi della storia della chiesa sipontina e soprattutto tra i più illuminati tanto che venne proclamato Patrono di Siponto e quindi erede di Manfredonia.

(Michele Apollonio, La Gazzetta del Mezzogiorno), segnalazione di Giampietro Piemontese (da Facebook)
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