Più continuiamo a conoscere, più continuiamo a sentire queste storie come le nostre storie, più riusciremo a costruire un' Italia diversa. R. Saviano

Cosa c'è sotto al nostro mare? Scopriamolo su infondoalmar.info

da infondoalmar.info
Sul sito infondoalmar.info da qualche anno sono indicati sulla cartografia di Google Maps alcuni affondamenti e sversamenti di sostanze  accertati nei mari italiani (e non solo).
Come potete vedere dall'immagine a sinistra anche le nostre zone sono toccate da questo fenomeno (come più volte indicato da Gianni Lannes già da tantissimi anni) che viene ampiamente sottovalutato per le ricadute che potrebbe avere sulla nostra salute; non sappiamo che sostanze contengano le cosiddette "navi a perdere" o i fusti/container fatti affondare per sbarazzarsi in fretta di scorie altrimenti costose da smaltire.
Intanto il numero di tumori nella popolazione del Gargano sembra essere sopra la media e in continuo aumento. Un possibile collegamento? Dovrebbe essere avviato uno screening sulla popolazione da parte delle autorità sanitarie ma tutto tace come se in fondo al mare non fosse celato nulla.
Addirittura, dalle indagini avviate molti anni fa a partire dalla morte sospetta del capitano De Grazia (un uomo che stava ficcando troppo il naso), è emerso che alla questione delle navi a perdere, navi dei veleni, sia collegato l'omicidio di Ilaria Alpi; un intreccio, quindi, di gruppi criminali e servizi segreti (basta cercare su google)

Tornando al sito, cliccando sui segnaposti sarà possibile visionare una dettagliata scheda della nave e delle informazioni disponibili e accertate sull'affondamento; riporto qualche estratto:

Esram
Esram
Nave cisterna turca da 12.670 tonnellate di stazza lorda. Stando al dossier "Affondamenti sospetti" di Legambiente fu sorpresa a scaricare "il proprio carico speciale" a 13 miglia a nord di Vieste dal peschereccio Messalina di Manfredonia. L'ESRAM allora "urta e affonda deliberatamente il peschereccio", provocando la morte di Michele Attanasio e Antonio Andretti. Poi fugge a Rijeka in Jugoslavia.




Osogovo
Osogovo
Nave cargo bulgara varata nel1966 con una stazza lorda di 5.747 tonnellate. E' sospettata di aver scaricato dei container nel mare al largo del Gargano. In base alle informazioni raccolte nel dossier di Legambiente "Affondamenti sospetti" fu contro uno dei container abbandonato da questa nave che si scontro il peschereccio Orca marina, affondato l'8 marzo 1998, otto miglia al largo del Gargano. Morì il giovane Cosimo Traiano.




EdenV
Nave battente bandiera maltese, varata nel 1968 e di fabbricazione giapponese. Proveniente dal porto di Tripoli in Libano, e diretta ufficialmente al porto di Porto Tolero (Ploče) in Croazia. Affondò al largo del Gargano in Puglia il 16 dicembre 1988. Il relitto fu spinto verso la costa dalla corrente fino ad andare a incagliarsi sulla duna del lago costiero di Lesina. Il dossier del 2009 di Legambiente sugli affondamenti sospetti afferma che "attorno allo scafo, per un raggio di tre chilometri sul litorale, giacciono 23 barili arrugginiti e maleodoranti". Il nome fu cambiato poco prima dell'incidente. Ignoti i proprietari.


La Eden V, arenatasi nel 1988 sul litorale del Bosco Isola di Lesina.

Panayota
Nave cipriota affondata presso l'isola di Pianosa l'11 marzo 1986. Nella stiva 695 tonnellate di sostanze chimiche: "chemical waste" (rifiuti chimici) come affermano i documenti dei Lloyd's di Londra. Controllata dalla Saint George Shipping con sede al Pireo in Grecia. In base alla ricostruzione di Legambiente parte da La Spezia il 2 febbraio, fa tappa ad Alessandria, e riparte in direzione Grecia avendo cambiato identità nel frattempo. Secondo la testimonianza di Fernando Mengoni, medico dell'Usl Foggia/4 raccolta dall'associazione ambientalista «La stiva della nave risulta aperta: la parte del carico visibile all'ispezione risulta essere formata da una fanghiglia fortemente maleodorante di color nocciola, con vaste zone schiumose ed in evidente stato di fermentazione e putrefazione». Ma le autorità non intervengono a rimuovere il relitto.

Panayota sull'isola di Pianosa, arcipelago di Tremiti
Rot
Nave da pesca del 1943 battente bandiera croata, 139 tonnellate di stazza lorda. Affondò il 25 marzo 1995 nel mare adriatico. Nessuna vittima tra l'equipaggio.
Rot

Sulle navi a perdere c'è anche un'interessantissima puntata di Lucarelli (anche su youtube), ve ne consiglio la visione.

  Vedi anche "Isole Tremiti, isole di bombe e veleni"
Per altre info sull'inquinamento del Mare Adriatico consulta la nostra petrolmap
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2 commenti:

  1. Alcuni articoli di Gianni Lannes già anni fa ne parlavano ma non si è fatto niente per bonificare

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    1. purtroppo....comunque ho linkato in fondo al post un articolo di Lannes

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