Più continuiamo a conoscere, più continuiamo a sentire queste storie come le nostre storie, più riusciremo a costruire un' Italia diversa. R. Saviano

IL COLLETTIVO 088 PRESENTA IL PROGETTO “PINCO PALLINO”

Comunicato stampa

Siamo un gruppo spontaneo di giovani garganici denominati Collettivo 088 che stufi di questa politica e dell'assuefazione generale, attraverso delle azioni artistiche e non violente, vogliono dare una scossa alla comunità assopita per riprendersi lo spazio di discussione e azione all'interno della società. Le nostre dimostrazioni non vogliono essere di matrice qualunquistica o di anti-politica, anzi auspichiamo da parte dei partiti una dimostrazione di coerenza tra ciò che promettono e quel che fanno per vedere di nuovo la popolazione interessarsi per il bene del proprio territorio, il Gargano, quale bene comune.

Il nostro primo progetto si chiama "Pinco Pallino" e consiste nell'appiccicare dei pallini rossi sui nasi delle facce dei candidati alla corsa al consiglio regionale, per dimostrare che il popolo non è costituito da dei Pinco Pallino qualunque e che le loro barzellette/ promesse non fanno più ridere, così come gli sketch dei pagliacci rivisti miriadi di volte sono stucchevoli.

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Puntini rossi. Come in una reazione allergica. Segno di intolleranza ai giovani alpinisti delle scalate del potere, e ai vecchi fornai arraffoni con le mani impastate che sfornano il pane solo per le loro famiglie. Intolleranza al trasformismo e al clientelismo, ai manipolatori delle parole che le svuotano per farne televendita. Intollerati ai brokers dei voti che fanno da intermediari per guadagnare la propria commissione sulla transazione. Sono puntini che prudono sulla nostra pelle alla vista delle vostre facce, ed è li che devono ritornare. Abbiamo rimesso ogni cosa al loro posto. Voi che piazzate le persone sbagliate nei posti sbagliati non potete condannarci. Ed il vostro posto non è certamente nel consiglio regionale pugliese. Ma sui manifesti. Perché solo li vi abbiamo visto. Neanche nei circoli di partito che ormai si aprono solo per dare quattro pareti agli scacchieri dei pacchetti dei voti per definire le loro mosse. Non vi abbiamo visto neanche nei comitati elettorali, logisticamente piazzati vicino ai bar per poter offrire caffè agli amici delle campagne elettorali, quelle che si salutano solo durante le elezioni. Non riempite i vostri comitati, al massimo solo sale ristoranti, figuriamoci le piazze, li dove dovreste stare, in mezzo alla gente. Venite qui sul Gargano di nascosto come se avesse vergogna ma la vergogna la può provare solo chi ha dignità. Semplicemente nessuno più vi sta a sentire e voi vi stancate pure a dire sempre le stesse cose che neanche capite e neanche credete.
Non c’è dibattito, non c’è progettualità, non c’è ascolto, non ci sono neanche più parole, ma vecchi slogan. Il più trendy fa i tweet. Di voi abbiamo solo dei manifesti. Che fanno venire i pallini rossi. Abbiamo provato a riderci su, perché la nostra allegria sarà il vaccino per proteggerci dal fumo dall’assuefazione che emana la palude di nullità e vomito che è diventata la politica. Ma le vostre facce non fanno neanche più ridere, e agli spettacoli sui palchi avete anche rinunciato. Se non riuscite a fare bene neanche i pagliacci vi aiutiamo noi. Dovreste ringraziarci. I pallini rossi sono ritornati al loro posto e vi hanno fatto più simpatici. Considerate il popolo una massa di Pinco Pallino da cui scroccare una preferenza, ma ora il popolo potrà guardarvi per ciò che siete veramente e capire che i veri Pinco Pallino sono i pagliacci con il puntino rosso sul naso.

Il vigore dei pescatori che tirano le reti ai laghi o le funi dei trabucchi, la luce che riscalda le nonne sedute nei vicoli del centro storico, l’imponenza dei castelli svevi, la passione dei canti della tradizione, l’aria mossa dalla corsa dei daini, lo spartito di colori disegnato dalle foglie in autunno nella Foresta Umbra, le risate dei bambini che lanciano le palle di neve in inverno, le orchidee che nascono a nuova vita in primavera, il sole che si spegne in mare per accendere le notti d’estate, il profumo dei limoni come biglietto per salire sul trenino dei ricordi, i baci rubati sotto gli ulivi, su quei tronchi dove sono incise le nostre iniziali, dove è incisa la nostra storia è il nostro futuro. Le mani sapienti che danno forma ai caciocavalli, le mani che terminano dove inizia una tammorra, e che si congiungo in preghiera negli stessi posti dove hanno pregato Papi, Santi ed Imperatori.

Queste sono le cose che ci mettono allegria, che le vostre facce tristi, ora meglio addobbata, guardano come bottino.

Noi siamo figli della nostra terra e con la nostra madre vogliamo restare. Ci chiediamo dove sono i vostri figli. Nessuno vive in questi paesi, almeno che non hanno ereditato il posto in lista. “È la prova che non ci credono (i politici). Possono fare altri discorsi, hanno insegnato ai loro figli a non credere in questi paesi, e questo è un ottimo motivo per non credere in loro, ma in quello che ci sta intorno. C'è disagio, c'è solitudine, ma c'è anche la bellezza. Da qui bisogna partire, dal buon uso delle nostre rovine”. Come dice il maestro elementare e scrittore Arminio, faremo uso delle buone rovine, di queste ferite. Da queste lacerazioni, dalle fessure che entra la luce. Ed ora guardandovi in faccia lo faremo con un sorriso in più.

Chiunque può partecipare a questa ridente rivincita, semplicemente chiedendo i pallini rossi tramite un messaggio da inviare sulla pagina Facebook “Collettivo 088”.
Prendete e condividetene tutti, questo è il nostro blog offerto in sacrificio per voi!

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