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Vieste, degrado nella necropoli de La Salata tra rovi e scarichi di olio (altro che turismo....)

AGGIORNAMENTO: SITUAZIONE RISOLTA DA UN GRUPPO DI OPERATORI TURISTICI DELLA ZONA

"Se entro il 17 luglio i ruscelli e le aree infestate da rovi non verranno pulite e se non verrà aperta al più presto una indagine sullo scarico dell’olio, i volontari tireranno i remi in barca e l’Oasi non sarà più visitabile"

Vieste – La Salata, oasi naturalistica e sito archeologico del III sec d.C. di straordinaria rilevanza poiché segno dell’arrivo dei primi Cristiani sul Gargano, sarà chiusa alle visite dal 17 luglio se le autorità competenti non prenderanno provvedimenti verso gli scarichi di olio che continuano ad essere versati in uno dei due ruscelli che l’attraversano e se non si provvederà alla rimozione della vegetazione che ricopre i ruscelli stessi e le ampie aree del sito. Dell’episodio dello scarico di olio l’ANPANA (Ass. Nazionale Protezione Animali Natura Ambiente) ha già sporto denuncia per iscritto presso la Polizia Municipale e informato il Dirigente dell’Ufficio Ambiente, il Corpo Forestale dello Stato, Assessore al Turismo e operatori turistici di Vieste. I volontari che nel sito si alternano da anni per renderlo fruibile non sono più disposti ad operare in un luogo impraticabile, dove i ruscelli e alcune tombe sono ricoperti di fitta vegetazione a causa dell’incuria nelle pulizie e dove, nei rari tratti nei quali l’acqua è visibile, si vedono in alcune ore del giorno passare e dirigersi verso il mare, macchie d’olio odoranti di fritto.

Dopo 15 anni dall’intervento finanziato dal Parco Nazionale del Gargano, le staccionate cadono a pezzi, gli alberi di fico con le loro radici stanno insediando le tombe antichissime scavate nella roccia e la recinzione viene ripetutamente distrutta da balordi che vi entrano la notte, lasciando il giorno dopo bottiglie di birra e immondizia di ogni genere che i volontari sono costretti a pulire quotidianamente. E’ da mesi che il gruppo di volontari segnala questi problemi. Il sito per la città potrebbe essere un fiore all’occhiello invece è diventato motivo di imbarazzo per i volontari che guidano i turisti in visita. Se entro il 17 luglio i ruscelli e le aree infestate da rovi non verranno pulite e se non verrà aperta al più presto una indagine sullo scarico dell’olio, i volontari tireranno i remi in barca e l’Oasi non sarà più visitabile.
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