Più continuiamo a conoscere, più continuiamo a sentire queste storie come le nostre storie, più riusciremo a costruire un' Italia diversa. R. Saviano

Il giovane chef garganico che gira l'Europa (con il Gargano nel cuore)


di Domenico S. Antonacci

Facebook, sempre lui a farmi fare questi incontri.
Mi imbatto in Davide Ciampi, di Mattinata, leggo qualcosa sulle sue esperienze, alcune all'estero, immagino abbia almeno una trentina di anni...ma ne ha 22.
Parte l'embolo della curiosità e si va, giù di domande a catena (permettetemi lo slang, questo non è un blog serio, proprio come non lo è il sottoscritto).

-Davide, allora dicci qualcosa su di te
Ho 22 anni. Da dove cominciare?
Sin da piccolo a scuola non amavo ascoltare i consigli degli altri e ho quasi sempre fatto di testa mia. Nel bene nel male. Cercando di risolvere a meglio i periodi negativi. Non amo fare le cose per "dovere" e il più delle volte accetto di rinunciare a ciò che vorrei, solo per passione. Mi piace essere sincero e nascondo poco.

-Ho già letto che ti trovi all'estero...
In realtà sono sempre stato molto attaccato alla patria e uscire dall'Italia non mi sarebbe mai piaciuto.
Da cuoco: Lasciare i sapori, gli odori e il gusto dell'Italia è dura! Ero convinto di iniziare a lavorare al nord. Perché al sud si lavora il più delle volte solo per denaro. Tutti promettono tanto. Ma in fondo lo scopo è sempre e solo uno. (no che all'estero sia tanto diverso).
Ma una vacanza a Londra mi ha aperto nuovi orizzonti. I miei amici (lì da tempo) parlavano di: commis, demi chef, chef de partie, junior chef, sous chef, chef e executive. Per non parlare della sala e del bar. Loro dicevano che se a Londra vali ti puoi ritrovare a fare lo chef di partita in pochi mesi. In Italia (sopratutto al sud) si parlava di commis, chef di partita e chef. In qualche albergo più grande sous chef e executive.
Per "godermi" la vacanza, invio anche qualche curriculum. Dopo poche chiamate ricevute, capisco che a Febbraio 2014 dovevo mettermi in gioco nel regno della regina.

-Quali sono le tue esperienze all'estero?
Le esperienze sono abbastanza brevi, ma tante, proprio perché mi piace conoscere e anche perché ho la fortuna di apprendere la lingua base in pochi mesi, quindi mi ritrovo sempre a cercare qualcosa di nuovo, per professionalità, sarò costretto a trovare il mio punto fisso in poco tempo. Però sin ora sono molto soddisfatto! A Londra hai tante opportunità solo che se non hai un curriculum forte e non sai l'inglese devi partire dal lava piatti e sbatterti un po'. Così ho deciso di investire il denaro guadagnato in Italia con un corso di Inglese e uno stage al 'Dinner by Heston Blumenthal'; da lì ho capito che lavorare per tanti soldi non è importante quanto imparare.
Rifiutando diverse offerte in ristorantini di Londra, decido di lavorare al 'Nerua', uno stellato di Bilbao che cresce cuochi e organizza corsi culinari con la Basque Culinary Center. Con questo curriculum e con la fortuna di conoscere la gente giusta riesco a fare eventi apprezzatissimi in Danimarca; a lavorare in Portogallo e in Austria con grandi nomi come Matteo Ferrantino e Dieter Koshina.


-Da quando sei fuori vedi il Gargano con un altro punto di vista?
Da quando sono fuori il Gargano purtroppo è solo un pezzo di cuore, dove ho lasciato tutto e posso tornarci solo per vacanza o affetti. Al momento la penso cosi, purtroppo!


-Quanto Gargano porti nel tuo lavoro?
Ho solo 22 anni. Al momento voglio solo imparare. Del Gargano porto le piccole esperienze iniziali: le estati a sudare in cucina mentre tutti si divertivano, i sacrifici per guadagnare quei soldi che poi ho investito per quello che faccio ora. Niente di eccezionale. Quando mi chiedono di preparare il pranzo del personale , con i pochi ingredienti a disposizione cerco sempre di trovare i nostri sapori, apprezzatissimi da tutti. Adesso farò un evento a Santiago de Compostela e con il mio collega Luis Villaverde abbiamo scritto un menù tutto pugliese. Sin ora il più delle volte sono rimasto a guardare e a preparare ciò che i miei chef volevano, ma sono sicuro che un giorno potrò portare qualcosa di garganico, anche in un piccolo ristorante!

-Beh, ho letto che in realtà c'è già qualcosa in cantiere?
In realtà si, faccio prima a lasciarvi il link...
Acquasala, orecchiette, brasciole e Puglia nel ''Cammino di Santiago''

-Pensi ad un tuo futuro sul promontorio? 
Tornerei a casa e aprirei un ristorante solo se avessi tanti soldi da investire e tanta fama. Purtroppo è un rischio partire dal Gargano, tutti questi anni per poi trovarsi al punto di partenza? E' veramente qualcosa di azzardato. Se cambiano tante cose e la gente cambia mentalità, ripartirei anche domani dal Gargano, ma purtroppo penso che ci passeranno i miei figli e anche i miei nipoti (di questo passo)
Mi faccio capire in Inglese, Spagnolo, Portoghese e ora inizio a praticare il Tedesco. Ho girato tanto. Penso sia ora di cercare un progetto a lungo termine, dove possa crearmi un futuro solido e crescere con un team forte. Se non arriva, sarò costretto a rovistare ancora un po. Importante avere pazienza e cogliere l'attimo fuggente.


Aggiornamento post evento...Davide su La voz de Galizia, il quotidiano regionale della Galizia più importante!

Prendete e condividetene tutti, questo è il nostro blog offerto in sacrificio per voi!

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