Più continuiamo a conoscere, più continuiamo a sentire queste storie come le nostre storie, più riusciremo a costruire un' Italia diversa. R. Saviano

Il vivaio delle specie vegetali rare (e non) del Gargano a San Marco in Lamis

di Domenico Sergio Antonacci

Nel weekend 12/13 ottobre si sono tenute le giornate FAI d'autunno che hanno permesso di visitare, in tutt'Italia, luoghi il cui accesso normalmente è chiuso o consentito solo su richiesta.
Io ho scelto di visitare il vivaio del Consorzio di Bonifica Montana del Gargano, a San Marco in Lamis, passando un'oretta a curiosare come un bambino tra i nomi di piante, in particolare quelle rare del nostro territorio.
Principalmente il vivaio si divide in varie sezioni:
- piante dei lavori forestali (quercie etc)
- piante rare ed endemiche del Gargano (aubrezia etc)
- piante aromatiche (e vabbè...rosmarino, origano etc)
- piante da frutto rare del Gargano (un mondo sconosciuto tra sorbi, pere, mele etc)
- altre piante (tantissime)
e infine una nutrica banca dei semi dei frutti rari del Gargano (e finalmente ho visto il pistacchio di cui avevo sentito parlare!).
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VIDEO: Il disastro ambientale Enichem 43 anni dopo (si continua a morire)

Ancora si muore, ancora la zona è da bonificare, tuttavia frequentata e di recente anche occupata da un grande centro commerciale.
Intanto si muore.


Ne abbiamo parlato anche qui.

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La "Grotta di Venere" a Vieste verrà (finalmente) studiata dagli archeologi!


L'isolotto del faro di Vieste nasconde al suo interno una grotta importantissima per la storia del Gargano e della Puglia.
La caverna testimonia, infatti, l'esistenza del culto alla Dea Venere sul Gargano grazie ad un'epigrafe incisa nella roccia.
Le tracce sono tante altre (e di ogni periodo storico) ma scavi archeologici e studi approfonditi sulla grotta (e dintorni) non sono mai stati fatti ...sembra, tuttavia, che sia arrivata finalmente l'ora!
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VIDEO: La mafia è morte e ne siamo circondati (Foggia e Gargano) su Rai 3

Servizio della trasmissione "Prima dell'alba", con Salvo Sottile, andato in onda su Rai3 il 31 agosto 2019.
Bisogna guardarlo per capire qual è il cancro del nostro territorio e come sconfiggerlo a partire dalla lotta all'omertà che permea le nostre comunità.

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La "potenza" del Gargano che ti attrae e ti sconvolge

La "potenza" dei luoghi del Gargano...come la Grotta di San Michele di Cagnano Varano.
Racconto raccolto da Leonarda Crisetti.

Il giorno prima, la mamma di F. parla con noi e indica la grotta di San Michele tra gli elementi significativi che si possono vedere a Cagnano Varano, ma non ascolto bene: non sono battezzata e in genere le cose che riguardano i santi e la religione non mi interessano troppo.
È di domenica e in auto c’è F., che ci ospita, e la mia amica A. .
Mentre io guido, F. mi dice, un secondo prima dello svincolo, che proprio lì c’è a grotta di San Michele.
Sterzo bruscamente, mi scuso con le mie amiche, entro nel parcheggio.
Scendiamo dall’auto e subito il giardino mi comunica cura:l’anziano pitosforo verde e squadrato a siepe, un vaso modesto con un’aloe vera, qualche pianta fiorita.
Appena oltrepassata la soglia della grotta capisco che sta accadendo qualcosa.
Entro, avverto l’esigenza di addentrarmi, ma non so dove, né perché, quindi, mi muovo a caso.
Tendo di avvicinarmi alle pareti rocciose della grotta sulla sinistra, dove il soffitto si abbassa e le pareti si stringono quasi a formare una grotta nella grotta.
Sento qualcosa di forte che mi attira, in maniera confusa sulle prime, fino a quando F. mi dice che lì, alla nostra destra, ovvero in fondo alla grotta, di fronte all’ingresso, c’è “l’acqua di santa Lucia”.
Finalmente capisco perché sono qui. Lo so e basta.
Mi dirigo verso la zona dietro l’altare, commossa fino alle lacrime.
Non so come, ma so che devo “mischiare le acque” con la grotta.
Con la punta di alcune dita della mano destra raccolgo qualche mia lacrima e la porto fino alle gocce che stillano dalle stalattiti, mescolando le lacrime a quell’acqua, con cui poi mi bagno la faccia.
Ecco, ho fatto quel che dovevo. Sono in pace.
Serena e quasi stanca, mi appoggio su un sedile di pietra, che F. mi indica.
- Lì è fresco - mi dice.
Mi siedo. Il custode si avvicina per chiedermi se c’è qualche problema.
No – sorrido - Va tutto bene. Benissimo.

Domenica 25 agosto 2019
Giovanna Sebastiani

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