Più continuiamo a conoscere, più continuiamo a sentire queste storie come le nostre storie, più riusciremo a costruire un' Italia diversa. R. Saviano

Isole Tremiti: carabinieri trovano nuovo sito archeologico sommerso

Durante la campagna, nonostante le difficili condizioni meteo marine, sono stati ispezionati una decina di siti di interesse al fine di verificare le condizioni di conservazione del materiale sommerso.

Durante le operazioni i subacquei dei Carabinieri hanno anche rivenuto un nuovo ceppo di ancora romana ed un’anfora dall’apparente origine Etrusca, e pertanto di presumibile datazione II-IV Sec. A.C.

Se confermata l'origine, l’anfora avrebbe un notevole interesse archeologico, in quanto i loro rinvenimenti sono molto rari; entrambi i reperti non risulta fossero mai stati segnalati prima alla Soprintendenza.



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Ho visitato uno dei siti archeologici più importanti d'Europa (Pirro Nord) e si trova sul Gargano ad Apricena!

Il sito dello scavo, altre foto in coda al post
di Domenico Sergio Antonacci

Qualche settimana mi è successa una cosa bellissima che ricorderò per sempre!
Ho avuto l'onore di visitare uno dei siti di scavo archeologico più importanti d'Europa, Pirro Nord.
Sapete dove si trova (domanda per i miei conterranei)?
In una cava di Apricena! Si, avete letto bene!
Adesso se volete scoprire di più prendetevi qualche minuto perchè vi sto per raccontare com'è stata questa esperienza speciale.

La visita è stata davvero inusuale per la "location": abbiamo usato imbrachi e corde per arrivare sul posto e il paesaggio bianco delle cave che ci circondava sembrava quasi extraterrestre.
Una volta giunti sullo scavo abbiamo trovato gli archeologi all'opera: alcuni erano appesi su delle corde, altri stavano scavando con dei cacciavite per trovare la minima traccia di ossa o manufatti minuscoli, qualcuno ancora "lanciava" i secchi di materiale 40 metri più sotto con le corde, per il cosiddetto lavaggio. Un ambiente di scavo quasi surreale, ve lo assicuro!
Ma cosa è stato ritrovato qui di tanto speciale?
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Una passeggiata geologica sul Gargano - dal Pizzomunno alle cave di "tufo"


Ben oltre miti e leggende, il superbo faraglione del Pizzomunno ci racconta una storia d'amore tra il mare e la terra vecchia di quasi cento milioni di anni! Tra le straordinarie bellezze di Vieste, è poco nota che la sua geologia è tra le più interessanti del Gargano. In questo video, faremo una passeggiata dal Pizzomunnno in direzione nord, verso Peschici, andando a scoprire nuove prospettive e paesaggi inconsueti che le rocce ci raccontano in questa terra meravigliosa.

[...] ho discorso in ogni direzione il promontorio Garganico, ed ho avuto occasione di convincermi che ben lungi dall'essere questa regione secondo che si credea, un paese calcareo monotono, è invece uno de' luoghi più importanti del nostro Regno rispetto alla scienza geologica."
Il Prof. Leopoldo Pilla, "Il Gargano, illustrazione geologica dei preziosi marmi ed alabastri garganici", 1867
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Scene di vita 50 anni fa (e oltre) in Foresta Umbra

Ena Servedio è una delle poche testimoni del periodo d'oro della Foresta Umbra.
Lei, infatti, ci ha vissuto dal 1948 al 1964: in foresta ha frequentato le scuole e fatto la prima comunione nella chiesetta di S.Antonio di cui rimane solo il campanile. "Si, davvero ho abitato in Foresta e in quegli anni era tutto un fiorire di lavori: costruzioni di case, di strade, è stata creata la scuola elementare e poi la Media. C'era vita, si ballava, erano di casa padre Cassiano, Mons. Cesarano e Mons. Quitadamo. SI VIVEVA!"
A pensarci oggi, sembra strano che un tempo nella Foresta Umbra ci fosse tutta questa vita intorno al Corpo Forestale dello Stato e le varie stazioni di Umbra, Iacotenente, Ginestra, Murgia, Sfilzi, e la vecchia Amministrazione ( l'Aeronautica Militare arrivò solo nel '61) e c'era anche un albergo/rifugio, in piedi ancora adesso.
Ha raccolto ricordi e storie nel suo libro pubblicato qualche anno fa "Quando correvamo alla luna".

La III Media del 1961 in Foresta Umbra
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VIDEO: Il Gargano agli inizi del ‘900 in un filmato d’epoca

Il documentario, appartenente alla serie “Bellezze Italiche” edita dall’Unione Cinematografica Italiana, percorre lo “sperone d’Italia”, ovvero il Gargano, di cui si vedono:
la famosa chiesa di Santa Maria Maggiore di Siponto; il Castello di Manfredonia di epoca svevo-angioino-aragonese; le rovine del’Abbazia di San Leonardo in Lama Volara situata a Siponto e fondata nel XII secolo; il Castello di Monte Sant’Angelo sito nell’omonimo paese in provincia di Foggia che testimonia ancora oggi l’alternanza di dominazioni, popoli e stili architettonici; la torre del Santuario di San Michele Arcangelo sul Monte Sant’Angelo; gli “statuari”, ovvero gli intagliatori delle statuette dell’Arcangelo, oggetto di devozione; le signore che filano e tessono su telai primitivi; il querceto sulla strada per Bosco Quarto; l’abbattimento delle querce e il trasporto dei tronchi e delle traverse.

Il video è un riversamento della copia in pellicola conservata dal Museo Nazionale del Cinema: 35mm, positivo, triacetato, 165 m, 8’ a 18 fps, colore, didascalie italiane, muto. 

Il restauro conservativo è stato realizzato dal Museo Nazionale del Cinema di Torino a partire da una copia nitrato imbibita acquisita nel 1993.
Dalla copia nitrato sono stati stampati su supporto di sicurezza un controtipo negativo una copia positiva colorata con il metodo Desmet.
La lavorazione è stata eseguita nel 1994 presso il Laboratorio di Cinecittà.

Nello sperone d'Italia. Il Gargano [s.d.] from Cineteca MNC on Vimeo.

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